°•. scarabocchi .•°



venerdì, 06 marzo 2009

1E' da tanto che penso che mi trovi in una situazione di stallo, in cui quello che vorrei fare non si può fare. E' da tanto che penso "sì sì, mancano solo pochi mesi e poi via". Quel "poi via" sembrava non arrivare mai e la situazione di stallo rimaneva. Peccato che mi sia accorta che siamo a marzo... non più a dicembre. Qui è arrivato. Adesso di tempo ne è passato e sto andando avanti. Sì, perchè a giugno mancano tre mesi soltanto. Da quanto tempo è che aspetto? E adesso che mi sto muovendo? Mi è venuta una forte sindrome di Peter Pan, non che se ne sia mai andata del tutto, però adesso è bella forte, e Peter Pan voleva rimanere bambino per sempre. Ecco adesso non vorrei più andare avanti, adesso vorrei tornare indietro di tanto e rimanere lì. Poi passa un attimo e vorrei rincominciare ad andare avanti. Poi ancora indietro e poi ancora avanti. Bene, è tutto qui. Tanto il giorno dopo è ancora tutto uguale.



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domenica, 01 febbraio 2009

docenti

Per chi non lo sapesse la Colombo, gentilmente malsoprannominata la Colly, è la mia (purtroppo) professoressa di Italiano e Latino. Purtroppo. Dunque con lei io non capisco un emerito tubazzo. La mia prof ha più interessamento verso i fattacci personali dei suoi alunni che verso il povero Ariosto e Cicerone (chi ci sia dopo non lo so, siamo fermi lì da mo'..) E' il ritardo fattosi persona/armadio. La mia prof ADORA perdere tempo. Sì, questo è quanto. Eh beh, volendosi fare i fatti nostri ed essendo IL ritardo, di tempo ne perdeeee. Ma non è contenta la mia prof con solo questi due fattori. Già, ama divagare su...su...beh, sì...su. SU. Su? Sì, su di tutto e di più. Qualsiasi cosa è buona per fare dialogo in classe e successivamente per affibiare a noi poveri studenti già malandati di nostro epiteti come "la cattolica", "il leghista", "il razzista", "l'accanita" e poi non mi ricordo perchè sinceramente la ascolto poco. La mia prof, dopo tutta questa perdita di tempo, ci accusa anche che siamo noi a causare la perdita. Noi? Noi, i poveri alunni indifesi? Bah..la vedo dura.. L'ultima della Colly è stata che noi DONNE quando abbiamo un bambino dobbiamo rinunciare al nostro lavoro (e io aggiungerei: dopo esserci fatte un mazzo tanto, eh che cavolo!) per un periodo di tempo che va dai tre-quattro anni. La cara Colly sostiene questa tesi perchè è fermamente convinta che un bambino nei primi anni di vita se non ha la mamma costantemente spiaccicata crescerà talmente male che poi sarà un problema per società dell'avvenire. Bah... io sono cresciuta bene, eppure mia mamma è tornata al lavoro dopo tre mesi che io ero al mondo. E io di problemi alla società non ne creo. Quindi per la mia prof una donna come me dopo una cosa di tipo 25 anni di studi, altri dieci per affermarsi in un'azienda maschilista (sì, son tutte così a loro discapito ovvio) essermi fatta tutto questo mazzo, ho la fortuna di rimanere incinta e mi tocca stare a casa per quattro anni!!!! E manco a dirlo, in quei quattro anni il mio posto viene preso da un uomo più ignorante di me e la mia carriera svanisce. Olè. Ma alla mia prof sfugge il fatto che io di figli ne voglio quattro. Ipotizzo la sua risposta al riguardo: vai in pensione a 25 anni. E anche qui la vedo dura. La mia prof vuole vedere in tutte le opere letterarie, pure in quelle che stanno prima della venuta di Cristo, qualcosa utile alla civiltà di oggi o che almeno abbia un vano collegamento. Peccato che così facendo arriva a cose un po' strane. Ma noi alunni non glielo diciamo. Siamo buoni noi. Mica la vogliamo offendere. Eh già. Altro? Non si sa mai poi così tanto bene cosa diavolo pensa. Sì, ama sparlare. Il problema è che si perde in quello che dice. E quindi a noi dice una cosa e al preside un'altra. Altro OLE'. Si dai, ci sta bene. La cosa più turbatrice di tutte è che con lei, il MIO quaderno di italiano (per non parlare di quello di latino) ha smesso di esistere. Sì, quel bellissimo quaderno che fino all'anno scorso esisteva ed era ordinatamente composto da fogli a righe, adesso è morto. Con la Colly quindi il quaderno non esiste. Esitono in compenso parecchi, e sottolineo parecchi, fogli sparsi. I suddetti fogli si trovano in svariati libri (ah sì, noi, sempre poveri studenti, non abbiamo ancora capito su quale degli ottocento libri che ci ha fatto comprare dobbiamo studiare e quindi quale anche stiamo usando). In svariati libri appunto, e in un quaderno, ma che non è quello di italiano/latino, perchè appunto non esiste. Un quaderno che dovrebbe essere il raccoglitore dei fogli ancora bianchi da utilizzare. In più la Colly ama rifornirci di strane fotocopie che noi non abbiamo ancora capito se dobbiamo studiare o meno. Chissà..ai posteri l'ardua sentenza. Uh, fly. Comunque sia al mio quaderno morto non gli ho ancora fatto i funerali. Sono una con molte speranze io. E quindi nutro la speranza che il mio quaderno possa risorgere dalle tenebre. Bah...chissà...  In tutto questo immagino vi starete chiedendo se la mia prof qualcosa spieghi oppure no. Ma sì forse qualcosa. Ma io sinceramente non ho ancora capito cosa cerca di spiegare quando entra in classe. MA, e c'è un ma. se sono così fortunata da trovare il libro giusto su cui poter studiare, allora lì sì che capisco tutto. Grazie al cielo ci sono i libri. La Colly odia in modo particolare me, la Sere, la Cri e l'Annina. Motivazioni? Svariate. Massì, noi ci atteggiamo da superiori. Almeno è quello che credo. Bah..chissà.. La mia prof crede che a parte il papà di Gian, nessuno dei restanti papà è interessato all'istruzione dei suoi figli soltanto perchè non sono andati a parlare con lei ai colloqui, ma bensì le mamme. Cosa devo dedurre? Che forse non è stata sfiorata dall'idea che i papà lavorano e che il papà di Gian ha preso un'ora di permesso. Ma anche la mia prof nutre speranze. Sì perchè in tutto questo, la sua speranza è quella di farci arrivare a Foscolo. Quando? A giugno 2009!!!! Chissà se avrà capito che siamo già a febbraio... Queste sono le sue speranze per italiano. Per latino..bah..chissà...non ci ha detto nulla...ma non ci ha detto nulla nè di dove pensa si arrivare, nè di letteratura latina! Quindi noi, sempre poveri studenti, non facciamo letteratura latina dall'anno sorso. Alla fine della quinta noi però, dovremmo arrivare a ricongiungerci con l'inizio della letteratura italiano dell'anno scorso. Bah..chissà.. Ma essendo bravi studenti, alimentiamo fortemente ogni speranza nutrita dalla Colly. Questo è quanto. Ma noi ce la dobbiamo portare fino alla maturità la Colly. E IO QUI LA VEDO MOLTO PIU' DURA DEI PRECEDENTI PUNTI.



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venerdì, 05 settembre 2008

Noi esseri umani siamo strani. La mia Annina mi dice sempre che non siamo esattamente strani, ma semplicemente molto diversi. E l'esempio classico che mi apporta sempre è la colazione all'italiana, con brioches e cappuccino, e quella degli inglesi, con uova e pancetta. Per entrambi, l'altro è strano, perchè non siamo abituati alla diversità. E' vero, apprezzare qualcosa o qualcuno che è molto diverso rispetto a quello che noi vediamo come normale è difficile. Già è difficile "normalemente", ma in quei casi lo diventa ancora di più.

Noi esseri umani apprezziamo chi ci sta accanto, volendogli ogni giorno sempre un bene maggiore. Imparando ciò che piace o non piace. Imparando a capire quando le frecciatine possono o non possono essere dette. E piano piano ci relazioniamo con quello che un tempo ci sarebbe sembrato estraneo da noi. Eppure alcuni "umani" non riescono a fare ciò. Dopo anni annidi vita su questa terra, sembra che non si accorgano delle persone che li circondano. Ci vivono assieme per un certo periodo o per tutta l vita e non capiscono cosa fa piacere o cosa non fa piacere a chi invece lo accerchia con le sue attenzioni e con il suo bene.

Alcuni esseri umani sembrano treni in corsa incapaci di fermarsi a guardarsi intorno e ad ammirare. Sembrano treni che sono partiti a tutta velocità e che non si fermeranno fino a quando non raggiungeranno quello che vogliono, ignorando completamente tutto e tutti. Fregandosene proprio. Insensibili o stronzi. Quale delle due si addici di più?

Ma poi, veramente questi esseri umani non sensibili (o non stronzi) davvero non si accorono di nulla? Davvero davvero? Come è possibile...? Magari per loro questa è la loro uscita d'emergenza per ripararsi da possibili attacchi, si difendono in questo modo, non capendo però quale male commettono. Usano, quindi, per davvero un'uscitad'emergenza diversa da quella che usano gli altri? Non lo so e queste sono solo osservazioni fatte guardando le persone passare dalla finestra di casa mia..eppure il mio dubbio mi rimane nella mia testolina a gironzolare.

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giovedì, 04 settembre 2008

Ecco, adesso, che sono tornata dalla mia ultima vacanza prima che rinizi la scuola dalla bella Svizzera, adesso è il momento giusto per questo post che ho copiato a Simone.
Galleggiare

"Un corpo immerso (totalmente o parzialmente) in un fluido riceve una spinta (detta forza di galleggiamento) verticale pari al peso di una massa di fluido di forma e volume uguale a quella della parte immersa del corpo. Il punto di applicazione della forza di Archimede, detto centro di spinta, si trova sulla stessa linea di gradiente della pressione su cui sarebbe il centro di massa della porzione di fluido che si trovasse ad occupare lo spazio in realtà occupato dalla parte immersa del corpo" (W).
Galleggiare è un'operazione curiosa. Perché per riuscire a galleggiare più di cosa fai, conta cosa non fai. Mettiti in acqua ed agitati: affondi. Mettiti in acqua e rilassati: galleggi. A volte, è quando abbandoni la paura di perdere o farti male, che vinci. Esattamente come smettere di preoccuparsi di affogare è il primo passo per galleggiare. A volte è quando ti sembra di aver perso, quando ti arrendi, quando molli perché senti di non avere più forze, che vinci. Che trovi quando smetti di cercare accanitamente. Che accade quando smetti di desiderare. Che ti riempie, quando ti eri rassegnato a restare cavo.

Estendere se stessi in ogni direzione nella misura massima possibile: galleggiare. Chiudersi a palla, contraendosi verso il centro in ogni direzione per paura di qualcosa che neppure sai cos'é: affondare.

I taoisti dicono: un palmo aperto può contenere il mondo, un pugno chiuso non contiene nulla. Cercare di stringere fra le mani qualcosa non preserva. A volte è meglio provare con una carezza.
Già, a volte è poprio quando perdi quella paura che ti eri porato dietro per mesi che scopri di poter vincere o di averlo già fatto. E che in fondo in fondo, non serve a molto litigare... se con quel litigare le cose peggiorano e si rischia di perdere tutto..allora è meglio accontentarsi anche di qualcosa di rovinato perchè quando lo hai perso è perso per sempre e non torna indietro. E' come quando pianti un chiodo in una trave: lo potresti anche togliere, ma quando lo togli cosa rimane? Un buco. Il segno che qualcosa hai fatto e adesso ti rimane la ferita. E poi, non si può avere tutto e quello anche bisogna anche imparare piano piano, difficilmente, è il sapersi accontentare trovando il bello in quello che si ha. "Semplicemente attendo che le cose passino e che quello che deve accadere accada con il suo tempo e non con il mio che è troppo veloce. E passo dopo passo, arriverò al termine che voglio io.



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sabato, 24 maggio 2008

Pensieri veloci prima di uscrie. Pensieri veloci del dopo pizza. Pensieri veloci del prima che mi decida a studiare. Pensieri veloci del dopo uscita e postati prima di andare a nanna. Sempre con ritardo.

Ore 20.57 Pensieri veloci come le lancette dell'orologio che già annunciano il mio super ritardo. Settimana tremenda. Vorrei non viverla. Però è la penultima...non lo so...vorrei tornare indietro...anche perchè secondo me quest'anno è passato troppo in fretta..con troppi Image Hosted by ImageShack.usavvenimenti..ma intanto esco e il libro di storia dell'arte e filosofia rimane chiuso..

Sembra ieri che rientravamo a scuola con ancora un po' di abbronzatura del mare e adesso ne stiamo già riuscendo, ancora un po' pallidi dall'inverno e da questa pioggia primaverile che non accenna a smettere...

E intanto si prova a rimanere fra quei banchi e fra i tuoi compagni..anche se quei banchi non trattengono più neanche loro la voglia di staccarsi da noi alunni..almeno per tre mesi non saranno più martoriati dai disegnini delle nostre matite..

E intanto si rimane fra quei banchi con i tuoi compangi..ognuno con i suoi pensieri..che magari riesci a intravedere a tratti..ognuno con le sue preoccupazioni..e i suoi devo sudiare ma come faccio..ecc..

E intanto si cerca di studiare senza distrarsi troppo e senza passare ore al computer...

E intanto cerco di prendere 15 in matematica per far alzare quella maledetta media..

E intanto, cara 3°D, ti dico che ti voglio bene e che comunque fra quei banchi ci sto volentieri..molto volentieri..e quando sarà finita..un pochetto mi mancherà..

Ma poi..15..come voto..esiste?

LA PIZZATA DI CLASSE A QUANDO????



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giovedì, 22 maggio 2008

E a un certo momento dell'anno divento più paranoica del solito. Peggio che mai. E non solo paranoica. E' che la mente, il cervello, il cuore, lo stomaco, e poi non lo so cos'altro ho dentro, va per i fatti suoi manco mi ascolta per tre secondi. E così io mi trovo a patire pene non volute. Cavolo. Ho il cervello in palla. Voglio fare tante cose e poi nessuna.

E la mano vuole prendere una penna e scrivere. Ma se è tutto confusione come fai? E sei hai un caos? HO MAL DI TESTA. (mi mancava).

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sabato, 10 maggio 2008

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Certi giorni sono tuoi e di nessun altro. Certi giorni torni da scuola e sei stanca come non mai e non ti ricordi neanche quali materie hai fatto. Certi giorni ti siedi a tavola e di voglia di mangiare proprio non ne hai. Certi giorni non hai neanche voglia di parlare, mal di gola e mancanza di voce a parte. Certi giorni ti rinchiudi nel tuo mondo e inizi a pensare e come direbbe l'amica del cuore entri nelle tue riflessioni cosmologiche e non ne esci più. Certi giorni non hai voglia di uscire, vedere, sentire, dire, fare, studiare, telefonare, leggere,...  E i giorni che ti prendi per te e per nessun altro è come se fermi tutto e decidi finalmente di pensare a quello che è successo in questi ultimi mesi guardando in faccia la realtà, senza più scappare. E ti rendi conto che sei già al 10 maggio e non puoi fare nulla per tornare indietro. Anche se è proprio quello che vorresti. E sai che qualunque cosa fai non lo otterrai mai. E sai già che l'anno prossimo qualcuno se ne andrà e non ti sarà accanto a farti ridere e a rendere un po' più movimentate le lezioni. E ti rendi conto che anche chi avrà un debito e non lo passa, non sarà più lì con te a darti il bacio del buongiorno quando arriva a scuola, ad abbracciarti, a dirti che anche a lui la verifica è andata male, a chiederti un compito non fatto, a sostenerti, a venire in bagno con te quando stai piangendo, a darti una spalla, a bagnare lo stesso foglio di lacrime,... E così inizi anche a fare la tragedia, per la serie "cosa ne sarà di me e dei  miei compagni". Poi sposti il tuo pensiero anche su altro e vedi come c'è qualcuno che non senti da una settimana o più. E ti manca terribilmente, ma alzare il telefono per dire "ciao, come stai?" è diventato troppo difficile e la difficoltà fa paura e quindi rinunci in partenza. E vedi un contatto di msn apparire nel nulla e pensi che neanche lui lo vedi da un po'. Ma anche lì la difficoltà ti frena. Ma tanto questo è un giorno per te stesso e gli altri non ne fanno parte. Lanci una canzone appena scaricata che ha un titolo malinconico. Gironzoli per casa alla ricerca di non sai cosa. Cerchi l'ispirazione. Un qualcosa che ti serva per te. Una musica..una melodia...ti guida. Ti rifermi un'altra volta. Alzi gli angoli della bocca all'insù e spunta un sorriso. Piccolissimo. E da lì tutto riparte nuovamente. E il giorno per te riprende a muoversi, ma inizi a guardare tutto da un'angolatura diversa. Vedi i sorrisi, le risate, le giornate con le amiche, i progetti per la prossima gita, il cosa fare appena la scuola finisce, una festa da organizzare, le vacanze in Cornovaglia, la gioia che hai donato e ricevuto, le difficoltà che hai superato, l'aiuto che hai dato,..  E allora capisci che non tutto va male, che nonostante tutto hai persone speciali accanto a te che ti fanno compagnia, che sono un po' come le stelle: anche quando non si vedono, loro rimangono lì e non se ne vanno, e se le chiami corrono in tuoi aiuto e ti ricordano come volare. Mancano tre settimane o quasi. Non facciamoci prendere dal panico. Grazie Annina. Magari quel telefono lo alzo e vinco la difficoltà che ho davanti o magari suona lui e allora altro che piccolo sorrisetto appena accennato. Gioia. E intanto questo giorno è mio. E faccio quello che voglio ancora per un po'. Adesso ci sono io. Una sbirulina. Una pazza. Una pessimista. Una un po' troppo complicata da capire. Ma oggi è mio e solo mio.  



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giovedì, 24 aprile 2008

E' stranamente tranquilla la Ele..è in vacanza per tre giorni e non è stressata o preoccupata per l'imminente arrivo di maggio e quindi di verifiche e interrogazioni finali e decisive...le è anche venuta un'improvvisa voglia di scrivere, scrivere e non fermarsi più..e poi anche una certa mania dell'uso della terza persona..non sa bene se i suoi compagni stiano nascondendo emozioni che non vogliano farle vedere, ma sembra che stiano bene, che siano felici o almeno sereni..e questo la tranquillizza ancora di più... da circa lunedì mattina poi ha sempre uno strano e buffo sorriso stampato in faccia che non va via, causato da queste molteplici situazioni favorevoli..

E finalmente va a godersi un po' di riposo: doccia caldissima e la dolce compagnia delle amiche..

Nel frattempo vi lascia una canzone che sta ascoltando a più non posso, si è fissata su questa e adesso non le va più via dalla testa..



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giovedì, 17 aprile 2008

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Stavo pensando a come passa il tempo...l'ho fatto notare anche a mio nonno...gli ho detto: "Nonno, ma a te non sembra che più si cresca e più il tempo passi in fretta?" e lui, sempre con la sua saggezza da persona un po' avanti con gli anni, mi ha risposto: "Ele, le ore sono sempre fatte da sessanta minuti e un minuto è sempre fatto da sessanta secondi.." e poi mi ha sorriso come fa sempre quando vuole alludere a qualcos'altro, ma non lo vuole dire perchè vuole mantenere come una sorta di segreto tra me e lui..Ormai ci sono abituata e quando fa così mi piace..è come se mi desse un po' della sua vecchiaia, un po' delle sue responsabilità da condividere con me.. Eppure, nonostante abbia avuto la conferma che la spartizione dei minuti e delle ore è sempre la stessa e non è cambiata mentre io ero in gita, non ne sono così convinta..vorrà dire che è cambiata la mia percezione.. e questo cambiamento lo sento sempre di più..ogni giorno che passa..vedere già la fine della scuola avvicinarsi quando mi sembra ieri che è iniziata..già, perchè non è iniziata ieri? Invece siamo ad aprile, sorpassata la metà... E' come perdere la concezione del tempo.. E' come staccarsi dal mondo, uscirne fuori per un po', andare in un'altra dimensione e poi, quando si ritorna, accorgersi che nessuno ti ha aspettato, ma tutto è andato avanti senza di te.. E' come andare in letargo: addormentarsi con l'autunno e svegliarsi con la primavera.. E' come stare in una stanza buia per tanto tempo e poi uscirne e non riuscire più a vedere bene quello che capita intorno a noi perchè ti sei persa mesi e mesi di avvenimenti... Magari la Terra sta girando più velocemente o magari sono io che sto facendo girare più velocemente le lancette del mio orologio.. Sarei anche indecisa se lasciarle andare avanti a girare alle stessa velocità o rallentarle o invece velocizzarle..rimanere più tempo attaccata a questa realtà, tornare indietro o vedere cosa mi attende.. Qualcuno, nomi a caso, direbbe che forse è perchè stiamo diventando grandi e allora ci sentiamo accollate tutte queste responsabilità e problemi..e aggiungerebbe: "Ma non è sempre quello che dici di volere? Diventare presto grande e indipendente?" E io a quel punto dovrei rispondere: "Sì è quello che voglio..anche se so di perdere qualcosa e prendere con me dell'altro che però mi è sconosciuto.."  Tutto questo girare veloce veloce che le lancette dell'orologio o altro stanno facendo mi ha scombussolato: mi sono scordata un bel po' di cose..peggio della fatina smemorata di Cenerentola... meno male che dopo un po' la memoria ritorna dalla sua proprietaria e tutto riprende a scorrere come sempre, tutto ritorna al suo posto e si incastra perfettamente con quello che gli sta accanto, come se nulla se ne fosse mai andato, ma fosse sempre rimasto lì, solo che noi abbiamo smesso di osservarlo per un po' spostando i nostri occhi su altro..



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domenica, 06 aprile 2008

(...)

E:
perchè io sono fatta male sotto questo punto
per me le persone sono tutto
e quando qualcuno mi chiama
io mollo tutto e lo ascolto anche per ore
non importa quello che ho da fare perchè penso
che loro hanno bisogno in quel momento non dopo
e anche io vorrei essere ascoltata
ma pochi lo fanno con me
e poi oi ci sto male

B: " per me le persone sono tutto e quando qualcuno mi chiama io mollo tutto e lo ascolto anche per ore non importa quello che ho da fare perchè penso che loro hanno bisogno in quel momento non dopo... "
ti ho copiata perchè è così, che sento, che provo, che...

E:
soluzioni?

B:
ci sono persone e persone
e molte semplicemente nn hanno voglia di ascoltare
ci sono "amici" che ci sono solo finchè va tutto bene o finchè loro hanno bisogno
ci sono persone che sono più sensibili di altre
e a volte è uno schifo
esserlo
ma immagino che tu lo sappia già di tuo

E:
già

B:
però succede anche di incontrare persone che sono sulla tua stessa lunghezza d'onda
e nn parlo solo di .. uomo-donna
anzi...
quello è sempre difficile
ma le amicizie... persone che si interessano a te
perchè sei te
a cui piaci per come sei....
e che hanno voglia di stare con te
indipendentemente dall'umore che hai
ci sono persone che... "ti coccolano" anche a distanza...

(...)

in Anobii qui

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