°•. scarabocchi .•°
domenica, 29 marzo 2009
Regia di Dennis Gansel con Jürgen Vogel, Frederick Lau, Max Riemelt, Jennifer Ulrich, Christiane Paul.
Genere Drammatico
produzione Germania, 2008.
Durata 101 minuti circa.
Da venerdì 27 febbraio al cinema e in programmazione in 20 sale cinematografiche italiane. Tratto da una storia vera.
Trama
In Germania, un professore (con visioni da anarchico) durante la settimana a tema organizzata nella scuola, sceglie di parlare ai ragazzi di autocrazia. L'autocrazia è una forma di governo in cui un singolo individuo detiene un potere illimitato. Un imperatore può ereditare il potere, ma viene considerato un autocrate invece che un monarca quando nelle sue mani si concentra un potere eccessivo.
Il professore chiede ai ragazzi se oggi, anno 2009, sia ancora possibile un regime come quello di Hitler, nel mondo e in particolare in Germania, già palco di atrocità contro l’umanità.
I ragazzi presenti al corso, rispondono: No. Come è possibile? Con una coscienza storica che si ha, gli errori del passato non dovrebbero più essere commessi. Gli uomini hanno visto quello che è successo nel passato. Non lo rifaranno.
Ma il professore non è convinto. Chiede ai ragazzi come nasce un governo simile. Le risposte sono: disoccupazione, repressione, insoddisfazione politica e monetaria.
Qual è la prima cosa necessaria per creare un movimento tale? Un capo. E il capo del gruppo diventa per votazione lo stesso professore.
Poi? Cos’altro serve? Un nome da dare al gruppo: l’onda.
Un saluto caratteristico: il movimento dell’onda fatto con la mano.
Una divisa o uniforme: la camicia bianca.
Propaganda: volantini e disegni per la città.
Convincere che l’unico modo per star bene sia far parte del movimento: non permettere la diffusione di idee contrarie all’onda.
Creare il gruppo: con l’onda tutti sono amici che sia aiutano a vicenda.
Il professore spiega ai ragazzi giorno per giorno i punti necessari che servono per creare un’autocrazia. Non spiega i difetti, i problemi o anche i privilegi. Non vede come i suoi ragazzi stiano prendendo troppo sul serio questo suo progetto. Non lo vede. I ragazzi formano un gruppo forte che esclude chi non ne fa parte.
La pressione psicologica continua fino alla fine del film, che ovviamente non può finire bene.
Le musiche
A partire da venerdì 6 marzo 2009 è disponibile on line e in tutti i negozi la colonna sonora L'onda. Distribuita da Milan Records, il cd è composto da musiche di genere Pop e Rock Internazionale. Su internet L'onda (The Wave) è acquistabile direttamente on-line su IBS.
Il dopo film
Questo film è la dimostrazione di come una forma di governo già praticata in passato, con conseguenze visibili a tutti, conseguenze che nessuno vorrebbe più, sia invece ancora possibile.
Possibile addirittura in una scuola. In questo film al ruolo delle istituzioni non viene data importanza. La scuola? Cosa fa la scuola per fermare quello che stava succedendo? Nulla. Anzi, appoggia il professore a proseguire la sua settimana a tema. La polizia? Nulla. Anzi, il suo unico gesto è arrestare il colpevole e poi? La polizia deve fare solo quello? E’ quello il suo unico compito?
I ragazzi. I ragazzi sono le persone più corruttibili. Basta una leggera pressione psicologica. Una leggera pressione psicologica. Solo quella.
Dall’intervista con il regista
Al regista l’idea di questo film è venuta dalle parole di sua nonna, la quale si era lasciata incantare da Hitler per il fatto che era riuscito a far sentire i suoi seguaci tutti uguali, uniti verso lo stesso obiettivo. Molte persone dichiarano che se avessero vissuto in quegli anni si sarebbero unite alla resistenza, ma i fatti parlano chiaro: ottanta milioni di persone non l’hanno fatto, si sono lasciate coinvolgere psicologicamente dai nazisti. Impressionante. (Nel film il professore per creare il gruppo mette gli alunni con i voti alti vicino a quelli con i voti bassi. Non parla mai di alunni scarsi.)
Il regista spiega come gli attori non hanno vissuto interamente la vicenda, ma a pezzi perché il lavoro sul set è frammentario, quindi non si sono fatti condizionare dalle pressioni psicologiche evocate dal film. Un piccolo shock c’è stato però nel vedere che gradualmente, coloro che avevano recitato la parte dei ragazzi coinvolti nell’onda tendevano a sedersi insieme durante la pausa pranzo, separati dagli altri.
IL FILM E’ GIA’ CENSURATO (ALMENO PER ME)
Il film in una città come Milano (1.256.211 abitanti, superficie 181,77 km² -giusto per enfatizzare un po’) è disponibile solo in una sala. Una sala. Se si vuole vederlo bisogna andare in via Torino al Centrale. Per me questa è censura. Censura che forse può avere un fondo di paura giustificata: chissà mai che qualche pazzo gli salti in mente di fare una cosa simile in qualche scuola o altri ambienti. Ma credo sia più censura per nascondere la verità. Verità che ormai è sempre più celata da tutti. Purtroppo.
OGGI
E’ solo una realtà cinematografica questa o è realtà quotidiana? Per me questa è la realtà più realtà che non si può peggio di così. Un’autocrazia è possibilissima e la pressione psicologica esercitata sulle masse è attuabile con una facilità strabiliante.
Va bene, sono contro Berlusconi ed essendo contro magari tendo ad ingigantire un po’ le cose, ma lui cosa sta facendo? Sapete che tutta la televisione spazzatura (reality, commedie stupide, i giochi tra la fine del tg e l’inizio di un film) l’ha portata lui? E sapete perché? La sua frase fu: “Così, anche la casalinga di Vigevano discriminata perché casalinga isolata si potrà identificare in un modello e la gente allora mi amerà”. (Ricordiamoci che mercoledì c’era Saviano da Fazio ed ha totalizzato solo il 19% di spettatori incollati allo schermo, contro il 55% di quello prodotto da Amici. Bello schifo). Non sta istruendo le masse, cercando di portare programmi e notizie utili alla collettività, ma porta solo quello che vuole lui. Possiede sia
Per avere le informazioni che voglio devo andare nei blog di qualche amico schierato come me, che va in cerca di video debitamente censurati, di interviste a esperti europei che mostrano come la realtà italiana in altri paesi sarebbe debitamente non accettata dalla popolazione! Un esempio? Emilio Fede in nessun paese europeo ad eccezione dell’Italia sarebbe considerato un giornalista!
Per ognuno di noi la quinta elementare rappresenta la prima volta che si affronta il tema del nazismo. E la prima cosa che tutti ti dicono è che l’umanità ha imparato dai suoi errori e non lo rifarà mai più. Ma è vero? No. Per me è ormai diventata una frase che ci continuiamo a ripetere per autoconvincerci. Per tenere a bada i nostri possibili istinti.
A me questo film ha fatto paura. In sala non c’è stato un momento in cui abbia potuto “tirare il fiato”. Per me informazioni di questo tipo dovrebbero essere il più possibile divulgate per mantenere viva la paura della gente che possa ancora succedere, e quindi il coraggio di dire no per evitarlo.
PRESSIONE PSICOLOGICA
Il film è basato sulla pressione psicologica impressa a degli studenti liceali. A quante pressioni psicologiche siamo sottoposti quotidianamente e quante volte riusciamo a differenziarci e a dire io non ci sto?
Sarà, che nel mio liceo ultimamente la pressione psicologica sta aumentando e io la sento sempre di più, ma per me è una cosa forte e quotidiana. Ed è facile prendere le persone più giovani e convincerli che sia quella l’idea giusta e nessuna altra. Ed è facile prendere le persone più ignoranti e convincerle a fare quello che vuoi.
SPOILER SPOILER SPOILER
Nel film c’è un ragazzo, Tim, è il più debole di tutti. Era sempre da solo e deriso da tutti, ma grazie all’onda anche lui si sente parte del gruppo. Quando il professore annuncia che il movimento deve finire, che gli studenti hanno superato il limite, che stanno diventando dei fanatici pronti a tutti pur di portare avanti la loro idea, Tim si ribella e punta una pistola al professore. Perché Tim? Non aveva mai fatto dal male a nessuno, e perché lui? Movimenti come l’onda prendono i più deboli, quelli più manipolabili. Tim aveva la convinzione che senza l’onda sarebbe tornato ad essere il solito ragazzo deriso da tutti. Tim a quel punto è disposto a tutto pur di mantenere viva l’onda. Quando però si accorge che non c’è più niente da fare, si spara. Sì, si toglie la vita. Preferisce morire piuttosto che vivere in mondo senza più l’onda.
Il professore viene arrestato dalla polizia. Ma che pena si dà ad un caso del genere mi sono chiesta? Quale?
La scena finale è la faccia del professore, sconvolta, che ti guarda. E’ come se solo in quel momento capisse quello che realmente ha fatto. Solo in quel momento. E ti guarda. E ti dice: e tu? Cosa fai?
E tu cosa gli dici?
Perché alcune cose vengono tenute nascoste? Perché? Perché alcune informazioni danno fastidio. Le masse che sanno, che sono a conoscenza fanno paura, danno fastidio.
L’ignoranza è più facile da controllare.
Gli illuministi (millesettecento! E non chissà quando…) dicevano che l’ignoranza è la madre di tutti i mali. E avevano ragione.
Andate a guardarvi ‘sto film.
lafantasianata
Categorie: "film"
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